Ci attende un rinascimento meccatronico?

Il 25 maggio si è svolta la tavola rotonda Industria 4.0 & Green Technology: territorio, sviluppo e Europa presso palazzo Geremia, in seno al festival intitolato Siamo Europa.

Che lavoro faremo fra 10 anni?

Come lavoreremo assieme alle macchine?

Come cambierà il modello di sviluppo economico con le nuove tecnologie verdi?

A queste ed altre domande hanno cercato di rispondere Alessandro Olivi, vicepresidente PAT e Assessore allo sviluppo economico e lavoro; Franco Ianeselli, segretario provinciale CGIL; Roberto Busato, direttore Confindustria Trento, e alcune eccellenze tra le Autorità di gestione dei fondi europei (Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Sicilia).

Al centro di questa tavola, il ruolo sempre più importante rivestito dalla meccatronica e i fondi europei che ne stanno permettendo sviluppo e implementazione.

Cos’è la meccatronica?

La “meccatronica” è una branca dell’ingegneria che coniuga sinergicamente più discipline quali l’Ingegneria Meccanica, l’Ingegneria Elettronica, l’Ingegneria Informatica, l’Ingegneria del Software, l’Ingegneria dell’Automazione e l’Ingegneria della Progettazione di Sistemi allo scopo di realizzare un sistema integrato detto anche sistema tecnico.

Il Trentino e la meccatronica.

Roberto Busato, direttore generale di Confindustria Trento, ha ricordato come il comparto più diffuso in Trentino sia quello della meccanica, sempre più integrata con l’informatica e l’elettronica. Ciò ha portato a riflettere sulla necessità di un’università che si occupasse specificamente di meccatronica, anche per tenere conto e rinforzare la base del tessuto imprenditoriale.

Qualche anno fa è dunque nato il Polo meccatronica a Rovereto, in collaborazione con altre realtà (Fondazione Bruno Kessler, Trentino Sviluppo, ITT G. Marconi,CFP G. Veronesi, Industrio Ventures, Confindustria Trento) e con le imprese.

Il polo è oggi motivo di vanto per il territorio e fondamentale per le aziende, la cui crescita dipende dalle condizioni di contorno, come persone adeguatamente formate. “Oggi, per le aziende è fondamentale puntare sulle risorse umane; la quarta rivoluzione industriale mette l’uomo al centro ed è l’uomo che governa le macchine e deve avere delle competenze per farlo. In questo senso, è molto importante il lavoro con le scuole, per aiutare i professori nei percorsi a formare persone adeguate al lavoro che si troveranno.”

Uno dei punti forti del polo meccatronica di Rovereto è ProM Facility, una specie di hub composto da diversi laboratori nei quali possono lavorare in sinergia studenti, ricercatori, tecnici e aziende. Lì è possibile realizzare prototipi dei prodotti lasciando che il rischio collegato all’operazione (molto costosa, in più) sia assorbito dai fondi europei. Parte dei fondi europei sono inoltre serviti per acquistare macchinari costosi e all’avanguardia: una macchina utensile integrata che funziona contemporaneamente come centro di lavoro per la fresatura a controllo numerico su cinque assi e come sistema di produzione additivo (“additive manufacturing”) mediante sinterizzazione e fusione di polveri metalliche tramite fascio laser, costruita da una ditta multinazionale e consegnata alla ProM come primo esemplare venduto in Italia; macchina per il taglio laser combinato di tubi e lamiere di vari materiali, lunga 18 metri: si tratta della Adige-sys LC5 del valore di circa 1 milione di euro, costruita nello stabilimento Adige-BLM Group di Levico Terme e messa a disposizione gratuitamente dall’azienda nell’ambito di una partnership con Polo Meccatronica. Sono inoltre disponibili due stampanti 3D per la realizzazione di componenti mediante sinterizzazione o fusione selettiva di polveri metalliche e polimeriche tramite raggio laser, uno scanner 3D, un tornio ad elettromandrino con programmazione a controllo numerico, oltre a numerose altre apparecchiature specialistiche.

“Dobbiamo puntare sempre più a ritagliarci la nomea di chi crea valore aggiunto sui prodotti”, si sente ripetere nel corso della tavola rotonda, “per combattere le produzioni a basso costo e di scarsa qualità”.

Il Trentino e i lavoratori. 

C’è poca certezza nel mondo del lavoro, ma è molta la speranza che la meccatronica possa, da una parte, creare nuovi posti e nuove forme di lavoro grazie a un nuovo e positivo rapporto con le tecnologie e, dall’altra, permettere una riqualificazione dei lavoratori.

Alessandro Olivi, assessore provinciale a sviluppo economico e lavoro, è conscio del ruolo di traino svolto dai giovani ed è convinto che l’economia abbia bisogno di novità, ed è in questo senso che sono messi in campo numerosi incentivi e sostegni agli investimenti per i giovani e le donne.

“Se l’Europa ha una funzione, è quella di creare opportunità”. Solo negli ultimi anni sono stati finanziati circa 6-700 start-up.

L’assessore è inoltre convinto che i fondi strutturali europei vadano sfruttati anche a favore degli immigrati, che arrivano con talenti o competenze soffocate. “Hanno bisogno di essere e sentirsi accolti; sarebbe bene aiutarli a realizzare un progetto e farli sentire protagonisti di un progetto d’impresa. Possono rappresentare una risorsa per questi territori.”

Il Trentino deve aprirsi all’Europa.

È sempre Olivi che ribadisce l’importanza che il Trentino si sforzi di creare relazioni nazionali e internazionali a partire dalle realtà regionali per far crescere un’economia dinamica e una forte ricaduta di crescita.

“Siamo convinti che l’Italia deve stare in Europa tutta unita e che l’Italia può dare un grande apporto all’Europa con creatività e idee. Per esempio, La Sportiva è sì un’azienda locale, ma assolutamente globale con un export dell’80%. Si può produrre in un territorio  ma non pensare che le relazioni si fermino lì.”

Ciò è possibile, chiosa Franco Ianeselli, segretario provinciale CGIL, perché, grazie alla tecnologia, la distanza territoriale si è annullata, non esiste più; “siamo una piccola Europa nella grande Europa”, e in futuro la dimensione localizzativa non conterà più. “L’Italia saprà stare al passo della domanda di innovazione?”.

Ma ancora più importante è ricordare che le regole europee sono tutte costruite per essere opportunità non barriere per far crescere l’amministrazione e far calare i soldi nella forma del progetto, prosegue.

In questo clima di forte incertezza che oggi si sta giocando sul “tema Europa”, il sindaco Andreatta ha trovato doveroso ricordare ciò che di positivo l’Europa ha fatto per l’Italia, come il progetto Erasmus, la direttiva europea sui rifiuti, quella sui bambini in asilo nido (40%), l’attenzione alla ristrutturazione e al ripensamento verso nuovi edifici dal punto di vista energetico, tutti i progetti europei nel comparto green. “Molte nostre politiche positive sono legate a direttive europee”.

Martedì, 29 Maggio 2018

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