Enactus: when we compete to improve lives, we all win!

L’1 giugno si è svolta, presso la Fondazione Caritro di Trento, la seconda competizione nazionale di Enactus, che ha visto protagoniste sette università italiane per un totale di 120 studenti coinvolti.

8.000 ore di lavoro per proporre, a una giuria composta da direttori di aziende e fondazioni (Carlisle Brake & Friction, DANA, Horsa Spa, KPMG, Carigo, Cariverona e molte altre) , progetti all’insegna dell’innovazione, dell’inclusività e della sostenibilità. Fra gli altri c’eravamo anche noi, con la responsabile di Altrove Reporter, Monica Ronchini.

L’1 giugno si è svolta, presso la Fondazione Caritro di Trento, la seconda competizione nazionale di Enactus, che ha visto protagoniste otto università italiane per un totale di 120 studenti coinvolti.

8.000 ore di lavoro per proporre, a una giuria composta da direttori di aziende e fondazioni (Carlisle Brake & Friction, DANA, Horsa Spa, KPMG, Randstad, Clevertech, Chep, Caritro, Cariverona e molte altre), progetti all’insegna dell’innovazione, dell’inclusività e della sostenibilità. Fra gli altri c’eravamo anche noi, con la responsabile di Altrove Reporter, Monica Ronchini.

Enactus è un format nato nel 1975 negli Stati Uniti all’interno del quale gli studenti si sfidano nell’elaborazione di progetti di imprenditorialità innovativa e sostenibile. Ogni anno competizioni regionali e nazionali portano i migliori gruppi da tutto il mondo a sfidarsi nell’Enactus World Cup che, nell’edizione 2018, si terrà tra il 9 e l’11 ottobre alla Silicon Valley, San Jose, California, USA.

Oggi sono coinvolti ben 36 Paesi, 1.730 campus universitari e 72.000 studenti; i progetti diventano concreti grazie al

supporto e alla guida di professionisti del mondo accademico e del business e, come si legge nel sito ufficiale, cambiano in positivo la vita di 1.3 milioni di persone ogni anno.

La nazione vincitrice è stata, per l’edizione 2017, l’India, che ha gareggiato contro Canada, Kyrgyzstan e Puerto Rico. Ai vincitori viene poi data la possibilità di realizzare concretamente il proprio progetto.

L’Italia rappresenta il 36 esimo e ultimo paese entrato a far parte del network internazionale di Enactus nel 2016. L’anno scorso non ha superato i gironi d’apertura. C’è ancora strada da fare!

I promotori di Enactus Italy sono consci dello scarso rilievo e del poco spazio che viene accordato ai giovani, che invece potrebbero dare un forte contributo al mondo e alla società. “Bisogna lasciar fare ai giovani, e per farlo serve un generale e profondo cambiamento di mentalità e di fiducia nelle loro capacità. Bisogna credere nelle loro idee, nei loro progetti imprenditoriali e immaginare con loro come possa essere sostenibile il mondo del futuro”, è stato detto sul palco della finale nazionale.

L’importanza di Enactus risiede anche nel fatto che gli studenti universitari e professori con leader rinomati dell’impresa per ridurre il gap tra il mondo accademico e quello professionale sono chiamati a sviluppare progetti sostenibili, imprenditoriali e sociali puntando a contrastare i problemi presenti nelle comunità nelle quali vivono.

Viene così promosso un nuovo modo di fare impresa sociale, che prescinda da fini meramente speculativi ma che, come ogni impresa, non prevede attività a fondo perduto; si propone infatti un’attività che abbia ricadute economiche in grado di mantenere le promesse e gli obiettivi che l’hanno fondata, nell’ottica di promuovere e migliorare la condizione di vita delle persone e del mondo.

I sette gruppi universitari:

  • Università John Cabot University di RomaOur Common Thread: un’impresa sociale che aiuta le donne rifugiate a conseguire un lavoro nella sartoria attraverso il redesign e la vendita di vestiti di seconda mano.
  • Università Cattolica del Sacro Cuore di MilanoThisAbility: una piattaforma di ricerca del lavoro per le persone con disabilità che, allo stesso tempo, include imprese in grado di guardare oltre la disabilità.
  • Università degli Studi dell’Insurbia di VareseUnwasteable: un innovativo sistema di smaltimento dei rifiuti coniugato a programmi di educazione giovanile per combattere l’inquinamento dell’acqua causato dalla plastica
  • Università degli Studi di MacerataCalypso Kiosk: un frutteto e un chiosco gestito da donne immigrate per rigenerare un’area agricola abbandonata in collaborazione con l’amministrazione locale, le scuole e le associazioni.
  • Università degli Studi di TrentoKilimangiamo: un furgoncino di cibo itinerante gestito da immigrati che promuove integrazione culturale attraverso la consegna di piatti d’alta qualità.
  • Università degli Studi di Verona2x2: un programma di letteratura intergenerazionale finanziario? Per anziani che risollevi la comunità di Vicenza e favorisca l’inclusione sociale.
  • Università Politecnica delle Marche, AnconaNephroAid (fuori concorso): un dispositivo medico innovativo e accessibile per i pazienti con nefrostomia che permette loro di riavere uno stile di vita indipendente.

Si respirava un’aria eccitata, entrando nella sala conferenza della Fondazione Caritro. Ogni partecipante aveva il proprio pass per entrare e una borsa in tela con dentro il programma della giornata. La “divisa” comune era total black con particolare giallo per richiamare il logo dell’evento. L’emozione si leggeva anche nei sorrisi di chi aveva organizzato e reso possibile tutto questo credendoci fermamente. La sensazione positiva era di un ribollire di forze ed energie.

Gli studenti partecipanti si riconoscevano dallo sguardo teso e dalle risate nervose un po’ troppo forti, e dal fatto che si muovevano simbioticamente in gruppo, scambiandosi battute o confidandosi le ultime preoccupazioni. I team erano composti da molti giovani afferenti a discipline diverse, ed è stato incoraggiante vedere una buona percentuale femminile coinvolta in progetti d’impresa.

Ogni gruppo ha avuto 20 minuti di tempo, in pieno stile da pitch americano, per presentare il proprio progetto – rigorosamente in inglese – alla giuria composta da oltre venti membri. Il canale Youtube di Enactus - abbiamo scoperto qualche giorno dopo - ha una playlist di tips per migliorare prestazione e qualità della propria presentazione (potete trovare il link in fondo alla pagina). Al termine di ogni esposizione i giudici hanno potuto fare domande per valutare la fattibilità o sostenibilità del progetto.

La giuria si è pronunciata scegliendo il progetto che più traduceva in azioni imprenditoriali l’obiettivo finale e che più metteva le persone coinvolte nelle condizioni di migliorare il proprio stile di vita dal punto di vista economico, sociale, ambientale e sostenibile.

Il progetto vincitore è stato quello della John Cabot University.

Animati da un’autentica voglia di mettersi in gioco, poiché si tratta di un’attività extracurriculare che li ha

impiegati per quasi un anno, gli studenti hanno sicuramente colto l’importanza di una simile iniziativa, che permette loro di applicare per la prima volta, in maniera seria e strutturata, quanto studiato nelle rispettive carriere universitarie ma, soprattutto, di confrontarsi con la problematicità del costruire un progetto o un’impresa con il “rischio” che, se virtuoso, possa essere effettivamente realizzato. Non c’è spazio per l’ennesimo esercizio di stile accademico, e quest’ultimo aspetto è probabilmente tra i più rilevanti e importanti di Enactus.

Ponendosi come vetrina per gli studenti, che possono mostrare le proprie capacità e bravura alle imprese, sempre alla ricerca di nuovi talenti, Enactus riesce concretamente a mettere i giovani laureati e non nelle condizioni di prepararsi e di confrontarsi col mondo lavorativo.

Va inoltre aggiunto che iniziative come Enactus inseriscono l’Italia in un circuito più cosmopolita, secondo un imperativo all’internazionalizzazione che si sta facendo sempre più pressante e necessario, come è stato spesso ripetuto dagli ospiti del Festival dell’economia e dai rappresentanti delle aziende che lavorano in Trentino.

Enactus Italy, giovane e ancora poco conosciuto in Italia, merita tutta la visibilità, l’attenzione e la promozione che questo tipo di iniziative tanto innovative e coraggiose necessitano. In tal senso anche Altrove Reporter condivide e intende supportare il più possibile le sue potenzialità.

I progetti presentati non brillano forse ancora per particolare originalità, cartina tornasole di un sistema universitario disfunzionale che difficilmente riesce a coniugare mondo accademico e mondo lavorativo; l’augurio è dunque che Enactus diventi quella ventata di cambiamento che per prima cambia la vita delle persone che, indirettamente o meno, vi partecipano e vengono travolte.

Ci vediamo l’anno prossimo per la prossima competizione nazionale!

La playlist con i tips di Enactus:

Mercoledì, 06 Giugno 2018 - Ultima modifica: Venerdì, 08 Giugno 2018

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