Azza Aymane, Riva del Garda - Bruxelles sola andata?

Azza Aymane, giovane imprenditore di 22 anni a Bruxelles, ci ha raccontato in maniera diretta e coinvolgente la sua esperienza, con una riflessione sulle arretratezze e i problemi del sistema scolastico italiano che, per fortuna, non gli hanno impedito di continuare a essere determinato e a credere in se stesso.

Sono un ragazzo nato da genitori di origine marocchine e cresciuto nella valle del Chiese, precisamente a Storo. Sono sempre stato un ragazzo più che comune: come tutti andavo a scuola e il pomeriggio mi divertivo con i miei amici; dal mio punto di vista – e anche secondo i miei insegnati in Italia – ero uno studente piuttosto bravo, nonostante non mi concentrassi mai molto sui miei studi. Sin da piccolo, ciò che mi ha sempre salvato è stata la curiosità, infatti leggevo molto i giornali e da sempre mi sono interessato a materie non proprio della mia età, come la politica e l’economia. Mi è sempre piaciuto capire di più sugli argomenti che erano all'ordine del giorno nei giornali e in televisione.

 La prima svolta nella mia vita è arrivata presto, a 12-13 anni, quando ho dovuto scegliere a quale scuola superiore iscrivermi. Nonostante la giovane età, avvertivo che questa scelta apparentemente banale avrebbe potuto condizionare il mio futuro: se avessi scelto un liceo, mi sarei precluso tante materie tecniche e, viceversa, quelle umanistiche. La prima cosa che già all’epoca mi ero sentito di criticare è proprio questo sistema scolastico che obbliga troppo presto, in una fase così prematura e immatura, a indirizzare la propria vita in un senso piuttosto che in un altro. Il giorno prima stavi consegnando il tema scritto per compito, il giorno dopo stavi decidendo se avresti dedicato la tua vita alle scienze piuttosto che alla meccanica. Alla fine ho deciso di iscrivermi all'istituto tecnico G. Floriani di Riva del Garda, dove ho trascorso quattro anni: dimostravo una spiccata attitudine per le lingue e le materie teoriche e un totale disinteresse per le materie di indirizzo, ogni anno venivo promosso al limite ed ero sempre morso da una curiosità generale che andava ben oltre le semplici lezioni giornaliere. Col terzo anno di superiore mi sentivo ormai un pesce fuori dall'acqua, il sistema scolastico mi stava stretto perché poneva un limite alla mia voglia di imparare ed è arrivata la bocciatura.

 Qui è arrivata la seconda svolta della mia vita perché, deciso a far capire ai miei professori che la mia non era pigrizia ma semplicemente insofferenza verso il sistema scolastico italiano, a metà anno decido di approfittare dell’anno all’estero e sono quindi partito per il Belgio. L’idea era semplicemente quella di stare via un anno e di tornare con le idee più chiare. Arrivato a Bruxelles ho scoperto che il sistema scolastico è completamente diverso: non esistono indirizzi, gli studenti sono molto più liberi (quindi responsabili) e si insegnano concetti che in Italia  non vengono trattati nemmeno all'università. Entusiasta e finalmente stimolato, mi sono impegnato a ottenere il mio diploma un anno prima del previsto.

Terminati gli studi superiori nel 2014, finalmente pronto a prendere in mano la mia vita e aiutato da una realtà dinamica come quella belga, ho deciso di non tornare in Italia e di costruirmi un percorso di vita qui. Mi sono quindi iscritto all'università, dove da subito ho capito che questo sistema era davvero fatto come lo stavo cercando: lavori di gruppo, sensibilizzazione agli studenti e molte responsabilità sin dall'inizio.

Nel 2016, da autodidatta, ho iniziato a studiare e a interessarmi di digital marketing e nuove aziende. Nel giugno dello stesso anno ho deciso di candidarmi allo Start Lab, un incubatore di giovani imprenditori. Il mio progetto è piaciuto e ora lo sto sviluppando.

Adesso che ho finalmente trovato la mia strada, mi chiedo spesso come sarebbe stato o cosa sarebbe successo se fossi rimasto in Italia, se avessi dato ascolto ai miei professori dopo la bocciatura. Quando ripenso al mio percorso, devo dire che sono abbastanza fiero di me: ho 22 anni, sto creando un’azienda, vivo da solo in uno Stato che non è il mio, viaggio molto spesso e ogni giorno è una nuova challenge! La vita da giovane imprenditore non è facile, ma dà un sacco di soddisfazioni e insegna molto perché mi mette in contatto con gente che cerca sempre di spronarmi e farmi crescere.

Ho deciso quindi di raccontare la mia storia per essere da esempio a ragazzini che, come me, all'età di 15-16 anni, si sono sentiti o si stanno sentendo persi e indecisi sul da farsi.

 Perché un ragazzino con difficoltà a scuola viene indirizzato dai professori a scegliere una scuola professionale? 

 Perché ci danno, sin da piccoli, l'immagine delle scuole professionali e tecniche come scuole di grado inferiore?

 Perché la scuola non punta sulle nostre passioni?

Io ho deciso di utilizzare le mie competenze di digital marketing per creare post e video sui social network indirizzati ai giovani italiani che vogliono fare qualcosa della loro vita ma che hanno paura delle conseguenze, che ascoltano i professori, gli amici o i genitori.

Sto cercando di raccontare la mia storia per motivarli e spiegare che al giorno d'oggi, a 22 anni, non si è troppo giovani per avere un’azienda perché, se si ha una passione, bisogna poterla mandare avanti, senza essere derisi né fermati.

Alla fine, il mio problema non erano la scuola o la poca voglia, ma il semplice fatto che ancora non avevo capito cosa volevo fare della mia vita, perché a 13 anni si è ancora troppo piccoli e influenzabili per scegliere con criterio. Purtroppo non ho mai avuto un professore che mi dicesse: “vai, viaggia un anno e poi vedrai sul da farsi” oppure “tranquillo, hai perso un anno ma non cambierà nulla ai tuoi progetti di vita.”

Perciò, mi sento di dare io questo consiglio: non lasciatevi condizionare dalle opinioni altrui. Questo non vuol dire essere completamente testardi: ascoltate i consigli e le critiche, fatene buon uso, ma inseguite quella passione che in fondo vi motiva. Osate, partite, viaggiate, siate protagonisti della vostra vita.

Mai nella vita avrei pensato di essere qui oggi, a 22 anni, con tutto ciò che ho costruito: un progetto d'azienda, una nuova lingua, la responsabilità e le difficoltà di vivere da solo. Ma non ho assolutamente nulla in più di uno studente normale: ho seguito la mia passione, le mie voglie ed è stata questa la mia fortuna, essere un po’ testardo.

 

Lunedì, 11 Dicembre 2017

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