I passi verso Oriente

La storia di Matteo, attualmente Senior Manager a Pechino per conto della ICBC, è un esempio di come a volte le nostre strade prendano deviazioni inaspettate e diverse dal percorso che ci eravamo preposti e di come anche una piccola cosa come un corse di lingua possa aprici a opportunità nuove e sorprendenti.

“Quando frequentavo io le lezioni mai avrei pensato che mi sarei ritrovato dall'altra parte del mondo. Avevo infatti come sogno quello di entrare in una grossa azienda italiana a Milano e di fare carriera all'interno della stessa” dice Matteo, in una sua intervista per Presenza, da Pechino dove oggi lavora come Senior Manager per conto della ICBC (Industrial and Commercial Bank of China), evidentemente i piani sono cambiati molto nel corso degli anni.

La storia di Matteo comincia a Trento, città in cui è nato e cresciuto, ma, dopo aver conseguito la maturità scientifica, prosegue a Milano, dove si iscrive alla laurea quadriennale magistrale di economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Già nella scelta di andare via di casa e di iscriversi in un'università sì prestigiosa, ma anche molto competitiva e difficile, si nota la passione con cui Matteo accetta e quasi cerca nuove sfide nella sua vita e la lungimiranza con cui ha costruito il suo percorso; è lui stesso a dirlo quando gli viene chiesto di dare un consiglio ai giovani: “scegliere un percorso più semplice significa fare poi più fatica nella vita”.

Terminati nel 2006 gli studi all'università, conclusi con un master in multimedia management, Matteo inizia a lavorare in Mondadori dove rimane per otto anni, dal 2006 al 2014, e sembra aver consolidato quel progetto che aveva in mente ai tempi degli studi.
Eppure se oggi si trova in Cina qualcosa deve essere successo, per la precisione due fattori si sono dimostrati importanti nel far deviare il percorso di vita che Matteo si era tracciato davanti.
Da una parte la situazione socio-economica italiana, che non permette ai giovani di fare carriera, affrontare nuove sfide e acquisire progressivamente maggiori responsabilità, elementi che per Matteo sono molto importanti nella ricerca della soddisfazione lavorativa.

Dall'altra parte un desiderio di confrontarsi con il resto del mondo, di uscire dai confini dell'Europa per andare a ricercare una prospettiva diversa da quella occidentale, cosa che non era possibile all'interno di un'azienda necessariamente concentrata sull'Italia com'è Mondadori.

L'opportunità che dà una decisa sterzata al corso della vita di Matteo si presenta grazie al suo costante impegno nello studio e nel voler sempre aggiungere alle hard skills, apprese durante la carriera universitaria, le soft skills, cui si dedica con passione, integrandole con studi serali dopo la giornata lavorativa.

È così, con l'interesse di studiare il cinese, che si avvicina all'Istituto Confucio dal quale, grazie agli ottimi risultati nei test, riceve una borsa di studio per recarsi un anno a Dalian, una città sulla costa a est di Pechino, per perfezionare l'uso della lingua.
Matteo decide quindi di prendere un anno di aspettativa dal lavoro e parte, viene subito attratto in maniera irresistibile dalla dinamicità, dalle possibilità e dalla competitività di quel mondo lavorativo e culturale; di fronte alla scelta tra il tornare in Italia e la possibilità di conseguire un MBA alla Peking University non ha dubbi e, dopo un breve ritorno a Milano per chiudere il suo rapporto con l'azienda, si trasferisce a Pechino.

Mentre sta ultimando l'MBA la Peking University lo avvisa del fatto che la ICBC sta cercando di creare un team di manager internazionali per espandere i rapporti con l'estero, Matteo invia la sua candidatura e, dopo una lunga serie di prove e test, viene assunto come Senior Manager, ricevendo da subito importanti incarichi e responsabilità, dovendosi occupare di ampliare il portafoglio clienti della banca oltre oceano.

Proprio questo stretto legame tra mondo universitario e mondo del lavoro è una delle pecche secondo lui dell'Italia, infatti se da una parte Matteo apprezza “la rigorosità degli studi e la copertura ampia delle materie” che offrono un'ottima base di conoscenze allo studente, d'altra parte critica “la mancanza di collegamento con quanto chiesto dal mondo del lavoro” e ci tiene invece a ringraziare la Cina “per aver valorizzato ulteriormente i suoi sforzi”

Ormai Matteo è in Cina da 3 anni e, anche se le cose vanno bene, non sono mancati i momenti difficili: “ho trascorso gli ultimi 3 natali in Cina e qui non viene celebrato quindi si sente la totale mancanza dell'atmosfera natalizia” e della famiglia, con cui si mantiene in contatto però tramite Skype e che lo ha sempre supportato nella scelta di partire.

Quando abbiamo chiesto a Matteo quali fossero i suoi piani per il futuro ci ha risposto che al momento desidera dare continuità alla sua esperienza in oriente, che a tenerlo lontano è, tra le altre cose, “la mancanza di un progetto di lungo periodo del Paese e le poche prospettive di sviluppo” ma che comunque considera questo suo momento un necessario passaggio di acquisizione di competenze e capacità tali da garantirgli maggiori possibilità di carriera per il suo futuro in Italia, dove ad un certo punto tornerà, portando con sé un po' di quella Cina che ha saputo accoglierlo e valorizzarlo quando era giovane.

Mercoledì, 04 Maggio 2016 - Ultima modifica: Lunedì, 16 Maggio 2016

© 2018 Altrove Reporter powered by ComunWEB con il supporto di OpenContent Scarl