Tre di tre: in Cina con amore

Ecco l'ultimo appuntamento con Monica! Terzo viaggio in Cina con un biglietto di sola andata per Shenzhen.

Qui e qui trovate la prima e la seconda puntata dei viaggi di Monica.

“E così arrivo alla mia ultima esperienza. L'anno scorso (2017) sono tornata in Cina, ma questa volta per motivi diversi: infatti adesso sono sposata con un ragazzo cinese, quindi il mio ritorno è stato un po' “forzato”!

Adesso vivo a Shenzhen, e dopo qualche mese sono finalmente riuscita a trovare qualche lavoretto da fare: sento spesso dire che per gli occidentali è tutto facile qui, che trovano lavoro come nulla fosse, fanno soldi, hanno una bella vita… ma la mia esperienza è invece proprio l'opposto!

Shenzhen è una città nuova, nel senso che ha appena una quarantina d'anni. È nata dal nulla, prima infatti c'erano solo dei villaggi sparsi; invece adesso è una metropoli di milioni di abitanti, la maggior parte proveniente da altre province o città. È una città molto vivibile: nonostante sia una città nuova (quindi piena di palazzi), è anche molto verde, si trovano parchi ovunque e, grazie al clima, la vegetazione è rigogliosa in ogni angolo. Il clima è subtropicale, quindi ci sono solo due stagioni: le estati lunghe e calde e gli inverni miti. 

Adesso mi trovo a vivere in una delle grandi metropoli cinesi ma, abitando lontano dal centro città, è un po' come vivere in una città minore. Per raggiungere il centro mi ci vuole un’oretta di metropolitana, e in quell'oretta lo scenario cambia completamente: dalle persone al paesaggio, è tutto molto diverso.

La foto a lato mostra il lungomare del centro di Shenzhen.

Vivo in un quartiere popolare direi, dove ci sono molti palazzi nuovi, alti e diverse fabbriche; buona parte delle persone che vive oggi qui fa parte di quella gigantesca fetta di popolazione cinese che si è mossa dalle zone rurali alla città per lavorare.

Spesso si tratta di giovani con un basso livello di istruzione impiegati nei reparti produzione delle fabbriche; non hanno grande interesse per il luogo in cui vivono, dal momento che solitamente non si fermano per lungo tempo nella stessa fabbrica o appartamento (soprattutto se sono giovani e senza famiglia a carico). In città come Shenzhen è facilissimo trovare lavoro come operaio, con stipendio medio ma che si alza facilmente grazie agli straordinari.

Tutto questo cambia se ci si sposta in distretti più centrali: qui si nota la gran differenza tra “le persone di città” e chi viene dalle zone rurali. È bene però ricordare che anche le persone di città possono venire da zone rurali, ma la differenza è data da un livello maggiore di educazione, scolastica e civica (e quindi la possibilità di ottenere un lavoro migliore). 

Nei distretti centrali di Shenzhen è tutto molto pulito, non solo perché ci sono tanti vecchietti che puliscono in continuazione, ma anche perché le persone sono più educate e rispettose degli spazi pubblici: gettano i rifiuti

negli appositi cestini; capita spesso che le macchine si fermino per farti attraversare sulle strisce pedonali; le strade e i marciapiedi sono ordinati; Ofo e Mobike (il bike sharing cinese) vengono parcheggiate negli spazi appositi (dove vivo, e non solo [succede più nelle nuove città o anche nelle megalopoli della costa? Succede ovunque da Pechino alla città medio-piccola], è facile trovarne distrutte e accatastate una sopra l'altra); le motociclette e le macchine non suonano in continuazione il clacson; nonostante ci possano essere tante persone l'ambiente è silenzioso e tranquillo.

Quello nella foto è Futian, il distretto amministrativo di Shenzhen: il centro del centro visto dall'alto!

Come dicevo prima mi ci è voluto qualche mese, ma alla fine sono riuscita a trovare un lavoro saltuario prima in un training center vicino casa e poi in una scuola in Dongguandal prossimo settembre, soprattutto grazie a mio marito che si è dato molto da fare nell'aiutarmi a cercare lavoro. Lavoro che non è poi così facile da trovare, non avendo un buon livello di cinese, non avendo capacità specifiche e non essendo madrelingua inglese.

Inoltre con un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare non si può lavorare legalmente in Cina: bisogna trovare un datore di lavoro che ti sponsorizzi il permesso di soggiorno per lavoro, e la cosa non è molto facile perché le aziende o le varie realtà lavorative devono avere dei particolari permessi dallo Stato per poter assumere stranieri.

IN CONCLUSIONE

In questi ormai tre anni di vita cinese le mie impressioni sono cambiate molto: inizialmente ero molto meravigliata da tutto ciò che mi circondava, molti atteggiamenti non li capivo o li fraintendevo, non conoscevo molti aspetti della cultura cinese anche se mi ero informata prima di partire.

In questi tre anni, e anche grazie al mio compagno, ho scoperto e capito che inizialmente mi mancava una base culturale, che è fondamentale e che manca credo a molti stranieri che vengono in Cina… non è solo una questione linguistica. Quando si viaggia o ci si trasferisce in un Paese così lontano e così diverso dal proprio, non importa quanto uno possa essere di mentalità aperta o capace di adattarsi, spesso si finisce per capire o vedere ciò che ci circonda attraverso filtri che naturalmente usiamo nel nostro Paese natale. Questo è naturale ma è sbagliato, ci fa percepire il nuovo in modo distorto e ci vuole tempo e voglia di capire per riuscire a superare questa visione che è naturalmente stereotipata.

MAO

Un ritratto di Mao è spesso presente nelle case cinesi e, a chi è nuovo alla Cina, può sembrare che i cinesi siano ancora ciecamente fedeli al dittatore. Ma non è così: la Cina ha condannato da tempo il periodo della rivoluzione culturale come uno dei più bui della storia. Il fatto di avere ancora Mao ovunque è legato all'idea che sia stato lui a far nascere la nuova Cina, è visto come una creatura mitologica non tanto come colui che ha rovinato il paese. Mi pare di aver capito che quel dipinto è praticamente un simbolo più che qualcuno realmente esistito. A Mao pare essere stato perdonato tutto, le colpe sono state di altri non sue.

La Cina è un Paese così vasto da racchiudere tantissime culture, tradizioni e paesaggi diversi, anche solo da una città all’altra. Ci sono molte minoranze etniche, ma la maggior parte è ormai “hannizzata”, ovvero completamente incorporata nella cultura Han (l'etnia della maggior parte dei cinesi); altre, come i tibetani o gli uiguri, sono ancora fortemente legate alle proprie tradizioni e religioni, nonostante i tentativi del governo centrale di sottometterle alla cultura dominante.

CONTRADDIZIONI

La Cina è un Paese bellissimo ma pieno di contraddizioni, con una buonissima rete stradale e ferroviaria in

continua evoluzione, eppure ci sono ancora molti villaggi in cui per arrivarci bisogna letteralmente scalare la montagna in quanto mancano le strade. Un Paese così grande che recentemente ha vissuto un improvviso boom economico che ha reso la vita migliore a tanti, ma non a tutti allo stesso modo, e che vive il cambiamento a una velocità assurda. Velocità che anche io noto ogni giorno nella mia vita quotidiana.

Della Cina col tempo ho imparato a capire e accettare aspetti che inizialmente non capivo o fraintendevo. Naturalmente non ho ancora capito tutto e soprattutto ci sono cose che ho capito ma proprio non riesco ad accettare: il poco rispetto per le cose pubbliche (ad esempio, perché mai distruggere le biciclette del bike sharing di proposito o perché lasciare la spazzatura a terra invece di metterla nell'apposito cestino che si trova a un centimetro da te?), il poco rispetto per gli altri, la mancanza di empatia, il basare tutto sull'apparenza e sul denaro o la poca apertura mentale nei confronti del “diverso”.

La Cina è un paese che si è aperto al mondo solo poco tempo fa, e solo negli ultimi anni ha iniziato ad avere un via vai di stranieri, quindi l'incontro con l'altro è ancora difficile da accettare per molti e per questo c'è un alto grado di razzismo. Se lo straniero caucasico è facilmente accettabile, per chi ha la pelle appena più scura o viene da paesi islamici le cose si complicano. Tutti gli stranieri vivono sperimentando atteggiamenti razzisti nei propri confronti; spesso non sono atteggiamenti volutamente negativi, ma che ti fanno sentire abbastanza a disagio e soprattutto ti fanno sentire “quello diverso”: per esempio essere fermato da persone a caso per fare una foto, neanche fossi una attrazione dello zoo, oppure essere usato come la faccia bianca da esibire.
Per quanto non sia sempre facile vivere qui, e per quanto abbia avuto soprattutto esperienze non molto positive, ho sempre cercato di non generalizzare e mi sono sempre detta: “questi cinesi che ho incontrato sono così, però son sicura che non sia ovunque così”. Gli aspetti negativi della società cinese ci sono, ma ci sono anche molti aspetti positivi che mi fanno vivere la mia vita cinese un po' meglio.

LA SOCIETÀ CINESE

La società cinese è molto qualunquista, ed è ben lontana dagli ideali comunisti che teoricamente dovrebbe

seguire. I cinesi sono persone molto legate al denaro e all'apparenza, e questo lo si vede nella vita di tutti i giorni. Il primo esempio che mi viene in mente è il volere la “faccia bianca” come insegnate di inglese, senza interessarsi molto delle capacità o della qualità dell'insegnamento. Oltre a essere molto legati al denaro, sono anche molto propensi a far vedere che hanno soldi. Naturalmente non per tutti è così: spesso le persone veramente ricche sonO quelle che lo mostrano meno in giro.

I cinesi sono ancora molto legati alle proprie tradizioni, e sono ossessionati dall’idea del matrimonio e del fare figli – maschi, soprattutto. Mi pare non ci sia molto l’idea della donna casalinga (però c'è l'idea che sia la donna la responsabile dei figli e spesso della casa), entrambi i genitori devono lavorare (soprattutto nelle classi medio-basse), dunque i figli vengono cresciuti dai nonni. Qui nasce un grande problema molto attuale e di cui si parla molto: quello dei bambini “left behind”, ovvero di quei bambini lasciati nelle zone rurali che più che essere cresciuti dai nonni si prendono cura di loro.

Nelle grandi città i giovani iniziano a essere un po' meno legati a questa idea della famiglia a tutti i costi e le donne con maggiore istruzione preferiscono dedicarsi al lavoro, alla propria carriera, però i genitori sono ancora legati a queste idee vecchie e quindi sono fonte di stress e pressione per i figli. Altro grande problema sociale è l’emancipazione della donna: le donne che hanno deciso di realizzarsi professionalmente, che magari hanno superato i trenta e non hanno ancora famiglia, vengono considerate come “avanzi” senza alcun rispetto per ciò che fanno e per ciò che sono.

Come capire se ci si trova in una grande città o in una zona più periferica o rurale? Molto semplice: se si è circondati da ragazze che portano a passeggio cagnolini allora sei in una grande città; se sei circondato da ragazze giovanissime incinte o/e con bambini piccoli a seguito, uno, due, tre e via dicendo, allora sei in una zona più periferica.

C'È MOLTO CHE MI PIACE E CHE MI INTERESSA

Rileggendo un po' quel che ho scritto mi pare di aver puntato molto sugli aspetti negativi, ma se sono ritornata in Cina e se ci sto vivendo ancora è perché c'è molto che mi piace, che mi interessa e che mi incuriosisce.

Innanzitutto è un Paese gigantesco dove si può viaggiare facilmente e vedere le cose

 più diverse. Durante l'epoca di Mao si è distrutto molto della vecchia cultura, della vecchia Cina, della Cina quella bella secondo me, ma ultimamente pare ci sia un ritorno alla tradizione (credo soprattutto per motivi turistici), e quindi vengono ricostruiti quartieri per turisti con negozi e ristoranti riprendendo le vecchie architetture. Purtroppo tutto ciò risulta molto finto e, personalmente, preferisco le vere architetture vecchie a queste finte nuove. Altra cosa a cui son molto legata è il cibo cinese o, meglio, le varie cucine cinesi.

Inizialmente ci vuole un attimo per abituarsi a certi sapori, ma poi tutto diventa delizioso. Secondo me è impossibile non trovare qualcosa di adatto ai propri gusti in Cina: ci sono tanti di quei piatti diversi, piccanti o non piccanti, fritti o cotti al vapore... ce ne è veramente per tutti i gusti, senza bisogno di rifugiarsi nei ristoranti occidentali o da McDonald e KFC. Altro aspetto positivo è il costo della vita, che anche nelle grandi città rimane comunque basso...a parte il costo delle case. Poi c'è la cultura, l'arte e la lingua cinese che trovo interessanti e vorrei conoscere sempre meglio...tra l'altro spesso i musei sono gratuiti."

Lunedì, 09 Luglio 2018

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