Australia e Working Holiday

Tra il 2015 ed il 2016, il governo australiano ha ricevuto richiesta di 161,378 Working Holiday visa: quelli rilasciati sono stati 159,409. Secondo gli studi svolti dal Ministero dell'Immigrazione australiano, circa il 93% delle oltre 36mila persone ha svolto, per prolungare la durata del visto 417, attività agricole, il 6% ha lavorato nel campo dell’edilizia, mentre meno dell'1% nel campo dell’estrazione mineraria. Di questi 195,673 visti Working Holiday, numero più basso registrato dal 2011, 11,591 sono stati concessi a nostri connazionali italiani rendendoci, così, il settimo Paese a usufruirne maggiormente.

"Il lavoratore straniero è visto in maniera diversa dal datore di lavoro e dalla società. Il datore di lavoro vede il possessore di Working Holiday visa come una persona che sa lavorare e che soprattutto vuole lavorare. Ovvio, siamo anche visti come persone da poter sfruttare proprio la nostra necessità di lavorare. La gente invece ci vede come qualcuno che viene a rubare il lavoro agli australiani, ma non il possessore di WH, piuttosto chi viene sponsorizzato. Però è la stessa storia ovunque, siamo sempre lo straniero di qualcun altro e quando si tocca il tasto lavoro sono tutti sul chi va là.”

Eleonora Bongioli, partita per l'Australia con un visto Working Holiday 417, ci ha raccontato la sua esperienza direttamente da Perth. Laureata in scienze orientali all'Università di Bologna, decide di espatriare con la speranza di costruire un futuro per lei e suo marito.

“Non è che le limitazioni siano rigide, lo dice il nome stesso del visto Working Holiday:significa che vieni in Australia per lavorare e farti una vacanza con i soldi che hai guadagnato lavorando. Non è un visto lavorativo: è un unione tra un visto turistico e un visto temporaneo lavorativo. L’idea del WH di per se non è sbagliata, sarebbe anzi il caso che tutti appena finite le superiori si facessero un bel viaggetto di un anno dove poter lavorare e girare un Paese avendo dei diritti lavorativi in quel anno, per farsi anche una bella esperienza di vita! Qui si vede chiaramente chi usa il WH per provare a restare e chi lo usa come dovrebbe essere usato. La maggior parte dei tedeschi che sono qui ci sono solo per farsi un anno sabbatico, gli italiani invece scappano dalla crisi, i tedeschi hanno 20 anni, gli italiani 28".

Il programma Working Holiday – citando dal Report annuale Working Holiday Maker visa programme - è volto a stringere rapporti di scambio culturale tra l’Australia e gli altri Statipartner, rivolgendosi in maniera particolare ai giovani adulti interessati a viaggiare e scoprire il continente a proprie spese: per questo il visto permette di lavorare - spesso ricoprendo, questo è certo, ruoli professionali stagionali come camerieri, raccoglitori difrutta, manovali ecc.Al programma WHM (Working Holiday Maker) si deve l’istituzione dei visti 417 e 462: l’assegnazione di uno o dell’altro è determinata dal tipo di partnership stipulata tra Australia e Paese di provenienza (per gli italiani è previsto il visto 417). La differenza più sostanziale tra questi due visti consiste nella possibilità, per i possessori del Working Holiday 417, di poter prolungare il proprio visto (della durata iniziale di un anno) ad un secondo anno. Ciò è possibile se il possessore decide di lavorare in determinati ruoli (specified works), per un minimo di tre mesi (88 giorni anche non consecutivi) sul territorio australiano definito come Regional Australia, ovvero tutte le aree al di fuori delle maggiori città dello Stato: Sydney, Melbourne, Canberra, Perth, Brisbane,Adelaide. I lavori specifici sono mansioni legate al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento (coltivazione di piante e allevamento di animali), pesca e raccolta di perle, coltivazione e abbattimento di alberi, industria mineraria ed edilizia (costruzioni).Si può usufruire del Working Holiday visa una sola volta nella vita. Durante questo periodo si ha dunque la possibilità di visitare liberamente l’Australia con la possibilità di lavorare per finanziarsi la permanenza o intraprendere dei percorsi di studio per imparare meglio la lingua oppure per apprendere una professione. Ovviamente, sia il lavoro che lo studio sono limitati da alcune restrizioni: è permesso lavorare per tutta la durata del Working Holiday ma, per lo stesso datore di lavoro, fino ad un massimo di sei mesi consecutivi; per quanto riguarda lo studio, invece, questo è limitato ad un periodo massimo di quattro mesi.

Ma il visto 417 e tutto il programma Working Holiday è anche un possibile primo passo per i giovani che, in Australia, ci vanno con l'intenzione – o forse più la speranza – di restare. Alessandro Caffini, trentino che ha lavorato comemanager delle risorse umane per una grande azienda agricola di Perth, ci ha detto infatti: “Ho visto tante personalità diverse nella mia esperienza in Australia. Backpackers che partivano con il desiderio di girare per l’Australia per conoscerla, vivendosela nella maniera più leggera possibile. Ho visto persone arrivate con questa idea e poi cambiare cercando una situazione più solida. Ho visto persone arrivare con un visto WH pensando che fosse la loro ultima spiaggia: dimenticarsi completamente della parte holiday per farlo diventare un visto di lavoro a tutti gli effetti. Il problema è che il visto WH ha delle limitazioni temporali e proprio per questo il datore di lavoro non investe troppo sul lavoratore in possesso di questo visto.”

Dunque il visto 417 è spesso utilizzato come percorso per tentare di ottenerne uno più favorevole (457 o 187/186) che possa, in futuro, portare al conseguimento d'un visto di residenza permanente e infine alla cittadinanza. Durante il periodo Working Holiday si tenta, dunque, di essere assunti da un datore di lavoro che poi, in caso di conclamata abilità del dipendente e impossibilità di reperire un lavoratore equivalente tra le fila australiane, offra una sponsorship all'impiegato. Tre sono i visiti generalmente offerti: Temporary Work Skilled Visa 457, Regional Sponsored Migration Scheme 187, Empolyer Nomination Scheme 186. La differenza più significativa fra questi è che il 187 ed il 186 sono visti di residenza permanente, mentre il 457 ha durata di quattro anni.

Tra il 2015 ed il 2016, il governo australiano ha ricevuto richiesta di 161,378 Working Holiday visa: quelli rilasciati sono stati 159,409. Secondo gli studi svolti dal Ministero dell'Immigrazione australiano, circa il 93% delle oltre 36mila persone ha svolto, per prolungare la durata del visto 417, attività agricole, il 6% ha lavorato nel campo dell’edilizia, mentre meno dell'1% nel campo dell’estrazione mineraria. Di questi 195,673 visti Working Holiday, numero più basso registrato dal 2011, 11,591 sono stati concessi a nostri connazionali italiani rendendoci, così, il settimo Paese a usufruirne maggiormente.

Le preoccupazioni dei cittadini australiani – sebbene come abbiamo visto i numeri di visti Working Holiday siano calati – si stanno riflettendo su alcune scelte politiche dei loro leader. E’ di qualche settimana fa la notizia della richiesta da parte del neo-eletto premier della Western Australia Mark McGowan  di rimuovere Perth dal Regional Sponsored Migration Scheme - programma che permette il rilascio di visti 187, quindi uno dei visti a cui si punta se si vuole costruire un futuro stabile in Australia. Peter Dutton, ministro dell’immigrazione ha dichiarato che il governo sta riducendo l'affidamento al lavoro straniero cercando, così, di ampliare le opportunità di lavoro per i locali: “Nel complesso, con il nostro governo, vi sono 13,000 visti 457 in meno – mentre, nello stesso periodo, sono stati creati quasi mezzo milione di nuovi posti di lavoro per gli australiani”.

Insomma, il malcontento generale si fa sentire. Ed effettivamente, guardando i numeri della disoccupazione – preoccupante soprattutto quella giovanile – la situazione non sembra certo rosea: eppure il sentore comune degli immigrati italiani in Australia è che la maggior parte dei ragazzi australiani si rifiuti di fare lavori che comunemente fanno gli stranieri, come succede in Italia del resto. Inoltre, secondo Joanna Howe dell’Università di Adelaide sottolineano come i giovani australiani non siano in competizione con i possessori di visto 457 per quanto riguarda la ricerca del lavoro. “It’s rather disingenuous to talk about 457 visa holders stealing the jobs from the young unemployed when it’s really other visa categories where we have expansive work rights in terms of international students, or unlimited work rights in terms of working holiday-makers” dunque, un collegamento tra disoccupazione giovanile ed immigrazione quindi c’è, ma è da ricercarsi nella correlazione con Student visa e Working Holiday visa.

(Andrea Pedrotti)

Giovedì, 30 Marzo 2017

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