Una serata allo SmartLab tra nuova emigrazione, cortometraggi e documentari

Mercoledì sera si è svolta, presso lo SmartLab di Rovereto, la premiazione della seconda edizione dell’Altrove Video Contest, un concorso fortemente voluto dal progetto Altrove Reporter, reso possibile dall’associazione storico-culturale Riccardo Pinter e promosso dalla Fondazione Museo storico del Trentino.

L’iniziativa è nata dall’esigenza di attivare e sensibilizzare i giovani rispetto alle tematiche della nuova emigrazione, così come di sfidare i partecipanti alla sperimentazione di nuovi linguaggi, idee e strumenti per raccontare delle storie a partire da un tema. Il formato audiovisivo è sembrato, ai partner coinvolti, il mezzo più immediato e più interessante in cui cimentarsi, ma in futuro non si esclude la possibilità di allargarlo anche ad altri ambiti.

La redazione di Altrove Reporter è convinta che il racconto diretto delle esperienze e delle storie di ciascuno maturate “altrove” e la creazione di una rete siano fondamentali per mantenere, da una parte, un legame tra il territorio e chi è partito e, dall’altra, per interrogarsi adeguatamente sulla complessità del fenomeno.

Se nel primo anno è stato utilizzato un format più articolato, quest’anno si è scelta una formula più semplice: indagare l’antico dilemma “partire o restare” e, muovendo da questo, produrre un cortometraggio. Quest’anno abbiamo avuto il piacere di ricevere – come speravamo – video da tutta Italia (da Trieste a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno) e di coinvolgere diverse fasce di età, dai 14 ai 41 anni. La giuria, riunitasi il 4 dicembre presso la redazione di Altrove Repoter, ha avuto molte difficoltà nel sancire il vincitore, che è stato stabilito a partire da criteri tecnici, artistici e contenutistici. Tra i video selezionati è stato scelto quello di Giuseppe Ferrara (Cava de’ Tirreni, classe 1988) con il suo BORDER|line, un invito ad avere coraggio. Così descriveva infatti il proprio lavoro: “Perché andare via? Una bambina in cerca del proprio futuro in una realtà che, però, la fa sentire isolata e senza prospettive; un impiegato trentenne che si è ritagliato una posizione, ma è insoddisfatto della propria vita. Risposta per entrambi è trovare il coraggio di attraversare la linea di confine e cambiare il proprio orizzonte”.

L’associazione Riccardo Pinter e la redazione di Altrove Reporter sono intenzionate a promuovere anche quest’anno il contest, che giungerà così alla sua terza edizione.

La serata, tutta dedicata al settore audiovisivo e alla nuova emigrazione, è proseguita con la proiezione del trailer del documentario I capitali italiani; un progetto che, come ha raccontato il regista Thomas Saglia (all’epoca civilista presso Altrove Reporter), è stato ambizioso sotto diversi punti di vista: la redazione di Altrove Reporter e tredici giovani dell’associazione LakeSide (che sono stati prima formati in ambito audiovisivo e giornalistico) sono partiti contemporaneamente alla volta di cinque capitali europee (Londra, Berlino, Vienna, Amsterdam e Bruxelles) per un totale di 60 interviste, durante le quali sono andati a incontrare giovani emigrati italiani, molti di loro amici e conoscenti. Colti nei loro luoghi di lavoro, nelle case e nei locali pubblici, hanno raccontato impressioni, giudizi, riflessioni, aspettative sulle condizioni di vita e sul senso della loro scelta per l'estero. Da questa epopea corale, quasi affresco di una generazione, ciò che è emerso è un quadro ben differente rispetto al ritornello entusiastico che si sente sulla bocca di tutti: un quadro in cui i Paesi colpiti maggiormente dalla crisi (Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Irlanda) vedono i propri giovani costretti a partire, lasciando indietro un territorio praticamente impoverito.

Queste amare considerazioni sono le stesse premesse che hanno portato alla realizzazione di Senza far rumore: emigranti in valle di Cembra, tra ieri e oggi, un progetto di Barbara Fruet e Stefania Viola, con l’aiuto di Gianpiero Mendini di Origami videography e finanziato dalla Piattaforma delle Resistenze Contemporanee. Sei storie di emigrazione storica e nuova si fondono fino a evidenziare come la sempre più auspicata e facile mobilità europea sia, soprattutto per territori più fragili ed economicamente depressi, un viaggio senza ritorno e un’inevitabile emorragia di capitale umano.   

Tra il pubblico era presente anche l’Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento nella persona di Antonella Giordani, che ha ricordato l’impegno e la volontà della Provincia ad agire concretamente per rispondere istituzionalmente a questo fenomeno (e problema) sempre più collettivo.

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Venerdì, 12 Gennaio 2018

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