Apprendere on line: alla frontiera della nuova didattica

Federica Oradini è ricercatrice e docente alla Westminster University di Londra

Federica Oradini, di Riva del Garda, è ricercatrice all'Università di Westminster di Londra e si occupa di giovani e di università.

Per chi la conosce non lo direbbe: lei così semplice e tranquilla. Invece Federica è in prima linea nell'innovazione didattica di cui si occupa da diversi anni, esattamente dal 2005 e si trova nella posizione più di frontiera: l'apprendimento on line come percorso condiviso ed efficace per favorire negli studenti l'acquisizione di competenze e contenuti.

Nel suo lavoro attiva progetti di didattica on line con insegnanti di scuole superiori e docenti delle università, verificandone le problematiche, i risultati e le potenzialità. Sui dati raccolti sta costruendo il suo progetto di ricerca e i primi risultati sembrano essere davvero interessanti e di grandi interesse anche per la nostra scuola.

Ricerche contemporanee infatti confermano l'importanza dell'uso della rete come risorsa educativa.

Federica spiega che dal punto di vista degli studenti, l'apprendimento on line favorisce i percorsi individualizzati, il rispetto dei tempi e la possibilità di utilizzare strategie differenziate per imparare.

I ragazzi hanno inoltre la possibilità di verificare i propri progressi, le abilità acquisite e possono così formarsi un proprio portfolio di competenze da descrive in un curriculum dettagliato, molto diffuso nel mondo del lavoro europeo.

Ma non si deve credere che manchi contatto con le persone: via skype gli studenti si incontrano con altri studenti, con i ricercatori e i docenti e insieme affrontano i dubbi o verificano il livello della preparazione.

Scrive Federica nella sua pagina di Linkedin che è ormai indispensabile ricorrere a questi strumenti data la disponibilità della rete e delle nuove risorse tecnologiche, che connettono facilmente le scuole con luoghi anche molto lontani, dove si fa ricerca o si apprende.

Anche dal punto di vista degli insegnanti ricorrere alla rete può essere una risorsa stimolante: possono verificare direttamente l'efficacia del proprio lavoro, possono intervenire a favorire interesse e risultati positivi, ma soprattutto possono contare su una community di altri insegnanti e ricercatori, con cui condividere strategie didattiche e risorse.

Di fronte all'osservazione che mancando l'interazione concreta si sminuisce il rapporto educativo, Federica risponde che non è così: i contatti fra studenti e insegnanti sono molto più personalizzati, lo scambio di informazioni e strategie di apprendimento fra studenti è continuo e la creazione di una comunità fra insegnanti, ricercatori e studenti è effettivo e operativo. L'apprendimento diventa un'esperienza alla portata di tutti, creativa, collaborativa e social.

Educazione a distanza, tutors personali che seguono gli studenti via skype, contatti fra studenti e ricercatori, programmi informatici che rendono più efficace, facile e divertente l'insegnamento, sembra di essere alla frontiera della nuova pedagogia, che vuole scardinare l'idea di classe come luogo di apprendimento passivo o poco partecipativo.

Alla frontiera, come sempre.

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Giovedì, 17 Dicembre 2015 - Ultima modifica: Lunedì, 16 Maggio 2016

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