Da passione a professione

Come tre appassionati di vela hanno fatto del loro hobby molto di più

Come tre appassionati di vela hanno fatto del loro hobby molto di più

RIVA DEL GARDA -

“Ho iniziato all'età di otto anni un po' per caso al mare in Sicilia con degli amici”

“Originario di Riva del Garda, hai iniziato in Sicilia?!”

“Sì, poi mi hanno subito detto che dove abito io ci sono le scuole di vela più importanti d'Italia ed ho quindi iniziato a praticare lo sport un po' più seriamente, anche d'autunno e d'inverno, da lì ho iniziato a fare le prime regate e la cosa mi ha subito appassionato molto”.

Gianmarco Planchestainer, classe '97, nato a Riva del Garda, ha alle spalle una serie di successi che lascia sbalorditi anche i velisti più tenaci: vince la Coppa Campioni a Gaeta nel 2012, il campionato mondiale della classe laser 4.7 e quello europeo del 2013 dove si posiziona rispettivamente come quarto e come terzo assoluto.

Nel 2015 sono due gli argenti importanti: al campionato mondiale e a quello europeo; si può tranquillamente parlare di un'eccellenza nella subcultura della Vela.

“L'obiettivo di trasformare questo mio hobby in una professione mi accompagna da sempre, e verso i 15 anni ho iniziato a vederla come reale possibilità. Da poco sono entrato nel gruppo delle Fiamme Gialle, ora ho la possibilità di continuare lo sport a livello professionale nella classe olimpica. Per farne parte bisogna partecipare ad un concorso pubblico e i criteri di selezione sono i risultati sportivi dell'anno precedente”.

Quindici gli atleti di diverso tipo arruolati ogni anno, uno solo per la vela. E neanche tutti gli anni: l'anno scorso ad esempio non vi erano posizioni aperte per i velisti, l'anno prossimo invece ce ne sarà una, ma dedicata ad una velista donna. In quanto atleti sotto la giurisdizione delle Fiamme Gialle, inizialmente ricevono uno stipendio come allievi e quindi modesto (poche centinaia di euro al mese), poi, quando assumono il ruolo di atleti professionisti iniziano a guadagnare intorno ai mille euro al mese. Il lavoro di un'atleta consiste nell'allenarsi e viaggiare per il mondo per fare regate, non male essere pagati per le proprie inclinazioni più propizie.

Nonostante abbia ormai firmato un contratto di quattro anni, Gianmarco non ha abbandonato l'idea di fare l'Università: lo sguardo è rivolto all'ISEF a Verona, forse inizierà l'anno prossimo, ci sta pensando.

Intanto non c'è da biasimarlo: tra una regata e l'altra si è girato mezzo mondo. Dalla Polonia alla Danimarca, dall'Australia all'Oman, e ancora dalla Malesia alla Nuova Zelanda Gianmarco si è prodigato, e continuerà a farlo, in ciò che gli riesce meglio.

Non sono moltissimi coloro che ci riescono, ma Gianmarco non è il solo ad aver fatto della propria passione una professione. Abbiamo parlato anche con Gabriele Ghirotti, attualmente allenatore presso la fraglia vela di Malcesine, il quale ci ha dato una panoramica sulla sua storia e sulla storia della fraglia Vela di Riva del Garda.

Gabriele ha iniziato quando aveva sei anni, ha fatto il percorso classico dei corsi di vela, e dopo qualche anno d'attività si è avvicinato al percorso agonistico. Secondo le linee guida del coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) i bambini dai sei anni d'età possono tesserarsi alla Federazione Italiana Vela che fornisce loro una copertura assicurativa e consente di partecipare ai corsi tutelati. Dagli otto anni in poi, buoni risultati permettendo, possono aver accesso ai corsi pre-agonistici e dai dodici può avere inizio l'attività prettamente agonistica in squadra, di cui Gabriele ha fatto parte fino ai 15 anni.

Dopo aver intrapreso per qualche anno la carriera universitaria, ha scelto di dedicare tutte le sue energie al mondo della vela.

Anche Mauro Berteotti comincia presto, già a sei anni era attivo nel settore. Prime regat(in)e, prime esperienze sul lago, per poi prendere parte alla squadra agonistica alla fraglia vela di Riva del Garda, sua città d'origine. Ancora non sapeva che avrebbe dedicato la sua vita a quello che rappresentava per lui più uno svago che un impegno. Diventato aiuto istruttore a sedici anni, a diciotto passa il primo brevetto e dopo qualche anno gli viene presentata l'opportunità di lavorare come istruttore a Cervia, e, nonostante lavorasse in uno studio privato come geometra, lui accetta allontanandosi di fatto dal luogo dei velisti per antonomasia. Perché, come ci spiegano Mauro e Gabriele, Riva del Garda e le realtà della fraglia della vela (Riva del Garda, Malcesine, Torbole) incarnano davvero l'eccellenza assoluta per tutti coloro che ruotano attorno a questo microcosmo.

“È una palestra a cielo aperto, c'è un vantaggio microclimatico condizionato dal contesto ambientale che rimane inalterato per tutto il corso dell'anno, Riva non ha pari come costanza e periodicità dei venti: si può tranquillamente affermare che sia il posto migliore in cui allenarsi per fare vela in Italia. D'inverno – continua Gabriele - il lago funziona come un termosifone: scalda la temperatura delle zone limitrofe, mentre d'estate funziona da refrigerio al territorio”.

La scelta di Mauro di partire per Cervia per fare il coach è stata quindi dettata sia dalla volontà di crescere personalmente e professionalmente in un luogo in cui risultava senza dubbio più difficile praticare questo sport, sia dal nobile fine di creare e rafforzare la tradizione della vela laddove era più debole.

“A Cervia è tutto più complicato – ci spiega Mauro – o c'è nebbia, o troppo vento, bisogna imparare a conoscere le correnti e ad ascoltare il vento e soprattutto a sfruttare il momento. Sicuramente una delle caratteristiche che maturano le nuove leve, soprattutto nella costa dell'Adriatico, è la pazienza, l'ottimizzazione del tempo a disposizione, la capacità di adattamento: bisogna saper aspettare. Quando c'è troppo o troppo poco vento bisogna saper trovare il limite giusto, è impossibile sfidare la natura!”

L'esperienza fa maturare ai velisti più esperti l'occhio per capire che tipo di clima o vento ci sarà, cosa che a Riva del Garda è più facile fare. Motivo per cui sono moltissimi gli appassionati che vengono ad allenarsi qui da ogni parte del mondo: un velista di origini brasiliane con sei medaglie olimpiche alle spalle ha deciso addirittura di trasferirsi a Torbole.

“Qui è una macchina di regate, a marzo 2017 ci sarà una regata di 420 (tipo di imbarcazione, ndr) e si faranno le selezioni per i mondiali europei”, ci spiegano.

La fraglia vela di Riva del Garda viene presa come punto di riferimento in Europa per allenarsi ed è una realtà riconosciuta come un'eccellenza in tutto il mondo. Prima di diventare ciò che è ora faceva però parte di una polisportiva all'interno della quale, per volontà di Gabriele D'Annunzio, l'”orbo veggente” (divenuto presidente della fraglia ab eterno) è stata eretta una vera e propria sezione vela che è andata poi avanti sulle proprie gambe come corporazione di artieri della vela sportiva.

“Sono circa cinquanta le persone che attualmente lavorano nel contesto della vela a Riva tra allenatori, atleti e manutentori delle barche, senza calcolare l'indotto di chi lavora indirettamente come ristoratori e albergatori. Ha sicuramente raggiunto una posizione di eminenza nel settore - ma secondo il Presidente Giancarlo Mirandola – si dovrebbe essere più saggi: saper sfruttare meglio la vela come ulteriore traino dell'economia turistica di Riva del Garda”.

Lunedì, 16 Gennaio 2017 - Ultima modifica: Mercoledì, 18 Gennaio 2017

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