Volontariato internazionale: quanto pesa sul curriculum?

Partecipare a progetti di volontariato internazionale può rivelarsi una scelta giusta anche per una crescita professionale in campi non strettamente legati alla solidarietà. Queste le nuove tendenze del mercato del lavoro

Il momento di creare il proprio curriculum vitae arriva per tutti.

Generalmente per impaginarlo si usa compilare il modello standard offerto da EuroPass: canonico, pratico, funzionale. Ma giunti verso la fine di questo lungo processo, che costringe a rivangare il passato e a rispolverare vecchie aspirazioni di vita, concluse o fallite, spunta fuori la voce “altre competenze”, ed è normale che prenda il panico. All'improvviso ci si ricorda di aver partecipato a quel laboratorio di falegnameria tra le attività a scelta proposte dell'assemblea di istituto, o di aver frequentato quel corso di scrittura creativa durante i primi anni di università. Metterlo o non metterlo? Questo è il dilemma...

In realtà, nonostante altamente sottostimata, quella voce “altre competenze” sta assumendo un'importanza sempre maggiore per le aziende che si ritrovano impilati sulle scrivanie decine se non centinaia di curricula. Soprattutto se all'interno contiene un'esperienza di volontariato. Magari all'estero. Magari in un paese del Terzo Mondo.

Da una ricerca condotta nel 2013 da Istat, CSVnet (rete dei Centri di Servizio per il Volontariato) e Fondazione Volontario e Partecipazione, dedicata al lavoro volontario inteso come “attività gratuita a beneficio di altri”, emerge che oltre un ottavo della popolazione italiana di età maggiore ai 14 anni ha partecipato a forme di impegno sociale. Il tasso di volontariato totale raggiunge infatti il 12,6% del campione di indagine. É il Nord-Est a registrare il livello più alto: in Trentino, regione di gran lunga in testa alle classifiche, l'asticella si alza raggiungendo un valido 21,8%. A livello internazionale l'Italia si attesta intorno alla media europea, al 14° posto della classifica.

“Un'esperienza di volontariato dimostra il tuo interesse nel costruire una comunità e la probabilità che diventerai un buon elemento sul posto di lavoro”, - spiega Jane Finkle, consulente di carriera e fondatrice dell'americana Career Visions - “può anche aiutarti ad ottenere un lavoro nel settore del business, poiché i datori di lavoro riconoscono che questa esperienza aiuta gli studenti a sviluppare capacità manageriali e organizzative al di fuori di quanto imparato a scuola. Il volontariato – continua Finkle – non è solo utile per dare una marcia in più al tuo curriculum, può infatti capitare che simili esperienze offrano uno sbocco diretto nel mondo del lavoro”.

Pare quindi che le soft skills maturate durante il corso di un'esperienza di volontariato, specialmente se si parla di paesi in via di sviluppo, aiutino effettivamente nella ricerca di un lavoro.

Con il fine di esplorare da vicino questo mondo abbiamo intervistato Angelica Ignisci, responsabile marketing di AIESEC Trento, un'associazione che si occupa di promuovere volontariato internazionale per studenti. Angelica ci mette a conoscenza del fatto che uno degli obiettivi che si prefigge l'associazione è lo sviluppo, da parte dei volontari, di quattro caratteristiche: adottare un approccio solution oriented, riuscire quindi a valutare in maniera analitica le situazioni, capire quali siano i problemi reali per poi trovare una soluzione; essere world citizen, ovvero inseriti consapevolmente all'interno del mondo in cui siamo, volenti o nolenti, interconnessi fra noi; l'empowering others, il coinvolgere le persone che ci stanno attorno, comprendendone punti di forza e debolezze per permettere loro di vivere un'esperienza di gruppo tesa allo sviluppo comune. Ultima, ma non per importanza, consiste nello sviluppare unaself-awareness:essere dunque consci delle proprie capacità e dei propri limiti”.

“Per ora, - ci spiega - la ricerca da parte di aziende di profili professionali con attività di volontariato alle spalle è sentita particolarmente negli Stati Uniti mentre in Italia è ancora un fenomeno in fase di sviluppo. Un'esperienza del genere può essere comunque vista come “valore aggiunto” di una persona, poiché attesta la sua capacità di uscire dalla comfort zone e di mettersi alla prova con ambienti fuori dall'ordinario. E' per questo che abbiamo sempre più conferma del fatto che un'esperienza di volontariato possa costituire la vera chiave di volta di un intero curriculum”.

Per avere una visione d'insieme del fenomeno abbiamo contattato anche il presidente nazionale del GIDP (Gruppo Intersettoriale Direttori del Personale) Paolo Citterio, il quale ci ha confermato la veridicità di questa tendenza da noi intuita. Citterio sottolinea, però, come le aziende stiano maturando questo interesse per motivi prettamente funzionali. “Innanzitutto la presenza di una persona che abbia una propensione al fare squadra e al prendersi cura degli altri può rappresentare un giovamento all'interno di un contesto lavorativo. Inoltre, il fatto di essersi attivati per motivi che vadano al di là di quelli meramente economici viene molto apprezzato.”

“Poi, - continua Citterio - le aziende, in particolar modo quelle multinazionali, tendono a ricercare qualcuno che abbia dimostrato autonomia e predisposizione a viaggiare ed a declinare invece le offerte di persone con forti attaccamenti affettivi nei confronti di persone o luoghi”.

Uno dei possibili effetti collaterali di questo fenomeno, data la crescita di interesse dei giovani verso il volontariato internazionale, è l'aumento delle quote di partecipazione richieste dalle maggiori associazioni.

É sufficiente una breve ricerca su internet per rendersi conto del fatto che i costi a carico dei “volontari” hanno il piccolo difetto di non essere proprio accessibili alle masse, in molti casi sono anzi consistenti.

Per fortuna per ora è solo un brutto presentimento, ma ci auspichiamo che il fare volontariato internazionale non diventi prerogativa di solo alcune classi sociali...

Chiara Maistri

Lunedì, 17 Ottobre 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 26 Ottobre 2016

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