Miriam, un anno in Tailandia

Il quarto anno delle superiori all'estero si è trasformato per Miriam nell'immersione in un mondo lontano non facile da comprendere

Miriam è una ragazza di Airola in provincia di Benevento giunta a Trento per studiare giurisprudenza.

La sua esperienza internazionale inizia in Tailandia. A 17 anni decide di sperimentarsi nello shock culturale immergendosi in un contesto culturale decisamente lontano: una famiglia in un piccolo paesino tailandese, Yasothon, a 11 ore di autobus da Bankok.

Appena giunta, dopo 14 ore di viaggio in aereo, l’impatto con la nuova famiglia è stato imbarazzante: una collana di fiori, un pupazzo come benvenuto, ma poi soprattutto la difficoltà di comunicare, dato che i nuovi ‘genitori’ non parlavano inglese, e di accettare alcuni gesti del quotidiano, il cibo a terra, il cane intorno.

Nella scuola, le aule erano all’aperto, sotto tettoie, il tempo scandito dagli inni e dalle preghiere: dalle 6 di mattino Miriam racconta delle difficoltà di apprendere una lingua molto lontana e della percezione di essere considerata come una  rarità: i capelli lunghi, il colore della pelle, l’essere europea, molti la volevano nelle foto, nelle proprie amicizie. 

Il peggio è stato raggiunto quando le hanno chiesto di presentarsi in tailandese a 5000 studenti della scuola, le risate e la sensazione di essere fuori posto per alcune frasi pronunciate in una lingua sconosciuta.

Ma le difficoltà, ci dice, l’hanno fortificata: ha imparato a conoscere la propria capacità di adattarsi, di ascoltare, l’umiltà piena di altruismo di chi ti accompagna la sera a casa quando ti sei persa, quella stessa freschezza e disponibilità che ha ritrovato lavorando come volontaria nei centri per richiedenti asilo.

La sua permanenza in Tailandia è proseguita a Bankok dove si è trasferita questa volta in un quartiere ed in una scuola internazionale, dove ha stretto amicizia con un centinaio di europei ospitati nelle famiglie tailandesi e dove la grande libertà concessale dalla nuova famiglia le ha fatto sperimentare la propria capacità di organizzarsi e di affrontare le novità.

Alla fine di questa avventura asiatica, Miriam ci racconta che le è rimasta soprattutto la scoperta di un mondo e di sé, sconosciuta fino ad allora, aperta, capace di affrontare anche situazioni impreviste e il aprirsi al nuovo.

Questa esperienza è stata un imprinting: nel suo futuro immediato c’è un anno di Erasmus in Germania, a Sarbruken, e il desiderio di aprirsi a persone e culture diverse, anche lontane.

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Sabato, 04 Giugno 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 29 Giugno 2016

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