Scelgo o non scelgo? La difficile scelta universitaria

Alla fine della scuola superiore arriva per tutti il momento di decidere cosa fare dopo la maturità. Il numero di possibilità tra le quali scegliere è infinito, quindi come si fa a trovare quella giusta?

Hanno forse vita facile quelli che sanno da tempo cosa vogliono fare nella loro vita anche se non sempre le aspettative corrispondono alla realtà, mentre si ritrovano più in difficoltà quelli che rimandano la scelta all'ultimo momento. Ma cosa può aiutare davvero uno studente a prendere una decisione che determinerà il proprio futuro?

Molti sono i fattori che possono influenzare la decisione, ad esempio la famiglia, le attitudini culturali, gli interessi personali, la situazione economica, magari anche i risultati scolastici.

Per cercare di capire come ci si pone di fronte alle varie possibilità ci siamo confrontati con alcuni studenti, buttando l’occhio anche sulle statistiche.

Abbiamo parlato con Francesco, che ha deciso di non proseguire gli studi e di lavorare, con Davide, che invece è riuscito a conciliare la propria passione per lo sport con un indirizzo universitario di scienze motorie e sportive, con Leopoldo che, pur indeciso tra una serie di opzioni completamente diverse tra loro, ha alla fine scelto di seguire il suo sogno da bambino di fare l'archeologo andando a studiare beni culturali a indirizzo archeologico, e infine con Lorenzo, che per interesse verso una particolare materia scolastica ha deciso di iscriversi a biotecnologie.

Tutti loro ci hanno raccontato la propria esperienza di scelta e in base alle loro storie è emerso che, se ci sono vari modi utili per capire quale sia la propria strada, la scuola non si rivela di grande aiuto nell’ambito dell’orientamento universitario, se non per lo spazio di confronto che offre con chi, come professori e amici, ci conosce e ci può dare consigli e opinioni.

Infatti le attività informative relative all’università proposte a scuola non sono, secondo Lorenzo e Leopoldo, molto efficaci, in quanto forniscono informazioni che ognuno potrebbe ottenere facilmente anche attraverso una ricerca autonoma, considerato il fatto che ormai tutti gli atenei presentano i loro corsi online e gli studenti sono sempre più abituati a informarsi attraverso la rete. Davide e Lorenzo mettevano anche in evidenza quanto sia stato per loro importante poter andare negli atenei e vivere il luogo in cui si tengono i corsi universitari per poter scegliere.

Secondo questi ragazzi la scuola dovrebbe impostare il percorso di orientamento su attività che si basano sulle caratteristiche e le attitudini personali del singolo studente.

Infatti per alcuni studenti, come ci ha anche confermato Laura Floriani, professoressa del liceo Andrea Maffei di Riva del Garda, sono risultate molto utili attività extracurricolari (PEG, SPACES, IMUNS, Peer Education, ecc), non legate all’orientamento, proposte dalla scuola durante tutto il percorso di scuola superiore, che hanno permesso agli studenti di capire per cosa fossero più portati. Dalle interviste è emerso quindi come riflessioni personali siano determinanti nella decisione e come ci ha confermato la testimonianza dell’insegnante è molto utile un lavoro introspettivo per fare la scelta giusta.

A questo punto si potrebbe dire che uno studente deve riconoscere le proprie attitudini e passioni e scegliere in completa autonomia, ma c’è una serie di fattori che può influenzare la scelta come la famiglia, gli amici, i parenti. Nonostante gli studenti intervistati abbiano detto di aver scelto da soli, senza alcuna influenza da parte di persone esterne, bisogna considerare anche che, senza rendersene conto, essi possono subire influenze indirette da parte della famiglia e l’ambiente in cui vivono.

A conferma di ciò, lo studio «Valutazione degli esiti» che ha indagato le prospettive di scelta post diploma degli studenti ha messo in rilievo che al crescere del titolo di studio posseduto dai genitori aumenti anche la propensione ad iscriversi a percorsi di studio a scapito di scelte lavorative. Ciò segnala il ruolo del background culturale famigliare. L’indagine condotta nel 2006 su più di 8300 studenti ha messo in rilievo come nelle famiglie di background culturale alto il 94% di studenti scelga di intraprendere un percorso universitario, mentre in quelle di background culturale basso, il 25% è sicuro di non iscriversi all’università. Si tratta di influenze importanti, spesso non sono percepite come tali e per uno studente appaiono come inesistenti.

Così, nonostante gli studenti con i quali ci siamo confrontati non si siano sentiti influenzati dalla famiglia e abbiano sottolineato l’importanza di una scelta autonoma. La stessa cosa non corrisponde su vasta scala: secondo una ricerca condotta dall’Associazione Donne e Qualità della Vita nel 2013 su 1500 studenti liceali, risulta che uno studente su due si affida ai genitori per decidere. E sempre in base a questa ricerca solo il 5% dei ragazzi segue indicazioni o suggerimenti di professori del liceo, che dovrebbero invece essere considerati un aiuto al momento della scelta.

Rimane quindi molto valido il consiglio di Leopoldo, uno degli intervistati: secondo lui la cosa più utile ed efficace è parlare e confrontarsi riguardo ai propri progetti con chi ti conosce, mettere nero su bianco le proprie intenzioni e vedere se sono realizzabili e se è realmente ciò che si vuole. Nella completa indecisione da qualche parte bisogna pur partire e il consiglio è: se non trovi subito ciò che ti piace, comincia dallo scartare ciò che non ti piace, per poi capire qual è la tua strada.

Arianna Bortoli e Andrea Madella

Venerdì, 24 Giugno 2016

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