Prestiti Universitari nel Regno Unito

Chiedere un prestito universitario nel Regno Unito è una pratica comune e diffusa, ecco una piccola guida su come fare e dove cercare informazioni!

Decidere di intraprendere i propri studi universitari in Inghilterra è una scelta sempre più comune tra gli studenti italiani e europei: la varietà dei corsi di studio e la flessibilità del sistema, insieme alla lunga tradizione di eccellenza e all'approccio innovativo all'insegnamento, fanno del Regno Unito uno dei luoghi più ambiti per gli studi superiori in Europa e in questo senso non va neanche ignorato il sistema di finanziamenti allo studio che lo stato ha messo in atto ormai da più di vent'anni.

Nonostante il sistema sia pubblico le varie università sul territorio sono molto autonome e in competizione tra di loro, le differenze tra un'istituzione e l'altra possono andare dai requisiti di accesso (molte sono a numero chiuso o richiedono un certo livello di inglese riconosciuto sulla base del test IELTS) alle infrastrutture messe a disposizione degli studenti (computer, laboratori ma anche studi di registrazione e teatri fanno parte dell'offerta di alcune università).

Per farsi un'idea di quali sono i migliori istituti è possibile consultare la graduatoria ufficiale fornita dal sito della QAA (Quality Assurance Agency for Higher Education) oppure quelle stilate annualmente dal Guardian o dal Times.

Una volta scelta l'università, fatta la domanda e passato l'eventuale test di ammisione arriva il momento di immatricolarsi e pagare le tasse universitari. Le tasse in Inghilterra sono  alte: 9000 £ all'anno (sono invece più basse le rette in università del Regno Unito presenti in Scozia Irlanda del Nord e Galles) ,ma dal 1989 il governo inglese ha istituito un sistema molto agevole di prestiti universitari direttamente gestiti e controllati dallo stato tramite la SLC (Students Loans Company).

Ricevere questi prestiti, che coprono l'intera retta di tutte le annualità del corso di studi scelto, è relativamente facile e ugualmente accessibile a tutti i cittadini europei come a quelli britannici, per maggiori informazioni si può consultare il pratico sito della SLC.

Accumulare un debito che va da un minimo di 27.000 £ fino a cifre ben maggiori a seconda della lunghezza del percorso di studio intrapreso, può spaventare all'inizio, sopratutto se si pensa al momento in cui questo debito dovrà essere ripagato. Fortunatamente però la riscossione del debito non scatta al termine della carriera universitaria bensì quando l'ex studente inizia a lavorare e a guadagnare costantemente sopra una certa soglia (che si attesta intorno ai 1750 £ mensili ma dipende da diversi fattori): se si guadagna fino a 21.000 £ l'anno non si paga nulla, dalle cifre superiori vanno sottratti le suddette 21.000 £ e il 9% del rimanente viene pagato diviso nelle 12 mensilità.

Se si lavora nel Regno Unito i soldi verranno comunque prelevati mensilmente dalla busta paga, tuttavia se si continua la propria carriera lavorativa al di fuori di esso bisogna fare molta attenzione a comunicarlo al SLC e occuparsi personalmente del riappianamento del debito per non rischiare di incorrere in sanzioni di inadempienza.

La particolarità del sistema inglese lo rende difficile da paragonare ad altri come quello statunitense o quello italiano: da una parte le università non sono private, le rette alte ma non proibitive come quelle di certe università della Ivy League e il prestito è curato dallo stato e non ricerca il profitto (almeno non direttamente) come nei prestiti studenteschi concessi in America, d'altra parte le rette sono comunque spesso proibitive e unite al costo della vita rendono praticamente necessaria la domanda all'SLC a differenza dei costi presenti in Italia.

Tutto considerato il sistema sembra molto funzionale e volto a garantire il diritto allo studio anche a chi non potrebbe permettersi le rette piuttosto che a lucrare sulla carriera universitaria dei giovani inglesi ed europei; facendo così si formano lavoratori più competitivi, cittadini più integrati, studenti più motivati e responsabilizzati dal fatto di aver preso un impegno specifico per il proprio futuro.

Giovedì, 31 Marzo 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 18 Maggio 2016

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